Variante indiana in Europa: nonostante i casi, c’è fiducia Variante indiana in Europa: l'OMS comunica un calo del 60% in un mese. Fiducia per l'UE, India in preoccupazione e Israele quasi libera grazie all'immunità

L’OMS ha dichiarato che il numero dei casi di Coronavirus è diminuito del 60% in Europa, nell’ultimo mese: un importante segnale che pone fiducia per il futuro. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, infatti da 1,7 milioni a metà aprile si è passati a 685.000 la scorsa settimana. A destare comprensibili preoccupazioni tra gli Stati, invece, è la comparsa della variante indiana. Nonostante ciò, però, i paesi europei non smuovono il clima di ottimismo.

La variante indiana

La variante indiana, stando a quanto riportato da fonti attendibili, si sta diffondendo in diverse parti del mondo e a soffrirne maggiormente sarebbe il Paese asiatico. L’India, secondo i dati di Our World in Data, il 20 maggio ha superato la soglia dei 4mila morti al giorno.

L’ospedale Álvaro Cunqueiro di Vigo ha confermato la presenza della variante indiana in tre dei cinque membri della nave Prometheus Leader a Vigo. A seguito di ciò, il 27 aprile, la Gazzetta ufficiale dello Stato ha imposto le restrizioni per i viaggiatori provenienti dall’India. Ecco, a seguire, i dati raccolti dall’Agenzia europea per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC):

– dal 10 al 16 maggio sono stati rilevati nell’UE 11 nuovi casi di questa variante;

– dal 3 al 9 maggio sono stati registrati 135 casi, la maggior parte di questi in Germania (59) e in Italia (27).

Vaccini per varianti e la situazione attuale

Come riportato in un articolo precedente, secondo l’esperta Kylie Quinn, il grande beneficio della terza dose del vaccino risiederebbe proprio nella protezione contro le nuove varianti. L’OMS, infatti, ha annunciato di recente che i vaccini approvati contro il virus sono efficaci contro “tutte le varianti” e che possono essere monitorati “con misure sociali e sanitarie”.

Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, ha spiegato che i viaggi internazionali per solo turismo – dunque non fondamentali – dovrebbero essere evitati. L’espansione delle varianti, infatti, potrebbe aumentare con l’estate e con l’aumento dei viaggi. Sebbene la variante più rilevata sia quella che ha avuto origine nel Regno Unito, la variante indiana è comparsa in 26 dei 53 paesi che compongono la regione europea dell’OMS.

Il Parlamento europeo in questi giorni ha emanato l’uso del “certificato verde digitale”, ovvero il “passaporto covid” per facilitare gli spostamenti – in tutta sicurezza – all’interno dei paesi dell’UE. Didier Reynders, commissario europeo per la giustizia e gli affari interni, ha proposto l’applicazione minima delle restrizioni per consentire la libera circolazione. Ma, dinanzi a tale situazione, non mancano i punti interrogativi sulla trasmissione delle nuove varianti e della variante indiana.

Bruxelles, nel frattempo, tiene chiuse le frontiere con i paesi al di fuori dell’area Schengen e lo scorso 12 maggio ha limitato i viaggi dall’India in relazione alla variante indiana. Tra i paesi più liberi, la Commissione ha aggiunto Israele: a fine aprile, infatti, è stato chiuso anche l’ultimo reparto ospedaliero che ospitava i pazienti positivi al Covid-19. Lo stato ebraico, grazie alla rapida campagna vaccinale che ha coperto più del 56% della popolazione, è pronto a mettere fine alle ultime restrizione.

La Spagna, invece, dice ai cittadini di non recarsi in India, nonostante il presidente del governo – Pedro Sánchez – ha annunciato che a partire dal 7 giugno la nazione spagnola aprirà le frontiere a coloro che hanno il programma di vaccinazione completo.

Da ieri, 24 maggio, dieci paesi elencati nella BOE saranno liberi di viaggiare senza misure restrittive a causa di una situazione epidemiologica fiduciosa: tra cui il Regno Unito.

PER TUTTE LE NEWS, CLICCA QUI

 

Tagged:

1 comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.